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De.licio.us

Vado a casa

di annamahjong (17/08/2007 - 15:05)

Forse il cielo non lo sa

 

Ma la terra è coperta di passi

 

I passi riluttanti di chi p art e

 

Per cercare una casa

 

Perché la casa non è solo

 

Là dove sei nato

 

Ma è dove

 

L'uomo che è in te

 

Può guardare il cielo finalmente grato

 

Per il giorno che finisce

 

E può sperare

 

Nel giorno che verrà

[Kossi Komla, Vado a casa - Ebri Togo]

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Fortunata e Zorba

di annamahjong (17/08/2007 - 10:21)


Bali: aspettando la restituzione dei documenti di identità e del biglietto aereo per proseguire il mio viaggio in terra di missione
 
 
 
 
 
 
 

E poi finalmente, l'arrivo 
a Timor Est
 
 

 

Fortunata e Zorba

I ricordi veramente belli continuano a vivere e a splendere per sempre, pulsando dolorosamente insieme al tempo che passa. (Banana Yoshimoto)

 

 

 

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generazione vento nei capelli

di annamahjong (17/08/2007 - 09:43)


L’idea che passa sostanzialmente è questa: il tuo benessere dipende da te, da quello che fai, da quello che vuoi essere, dalla capacità di guadagno, etc etc ...

Cioè questo è l’effetto pernicioso dell’individualismo, quello di far credere alle persone e soprattutto ai giovani, che il proprio benessere dipende solo da se stessi. E l’implicazione è: dacci sotto, lavora di più, alienati magari, non importa, perché tutto dipende da te. 

L’errore dell’individualismo è quello di far credere una falsità, perché noi sappiamo che per quanto ce la mettessimo tutta, sgobbassimo quando siamo studenti o lavorassimo come degli stacanovisti, il nostro benessere non può dipendere soltanto da quello che noi facciamo, ma dipende anche dalla relazione che noi stabiliamo con gli altri.

 

 

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nel mio mondo non ci sei solo tu

di annamahjong (17/08/2007 - 09:05)

 


Vorrei poterti dedicare di più più di quel tempo che ti posso dare ma nel mio mondo non ci sei solo tu e perciò devo andare

Ci sono mari e ci sono colline che voglio rivedere ci sono amici che aspettano ancora me per giocare insieme

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le voci di dentro

di annamahjong (17/08/2007 - 08:49)

 

"Non capivo niente, non era una sola voce ma tante voci sovrapposte che facevano un casino terribile come ad una festa o in un ristorante. Non so se ce l’avevano con me, ne cosa mi dicevano, però non si capiva niente, neanche una parola. C’erano voci di donne e di uomini, di bambini e bambine che urlavano, parlavano, ridevano, soffiavano, mi sembrava di stare all’inferno. Allora io sbattevo la testa vicino al muro, mi mettevo le dita negli orecchi e la testa sotto il cuscino ma tutto quel casino che avevo nella capoccia non se ne andava. Cominciava di notte, quando andavo a dormire e smetteva la mattina quando uscita il sole. Io gridavo state zitti, basta, basta, ma non serviva a niente. Solo le medicine che poi mi ha dato lo psichiatra di turno mi hanno fatto smettere questo casino che c’ho in testa. Mò non ci sento più bene, secondo me tutte quelle chiacchiere mi hanno fatto diventare sordo e pure un pò scemo. Adesso però mi sento solo, tanto solo che le voci le vorrei risentire per farmi compagnia. Chi sa se torneranno mai a dirmi qualche cosa" (S.P.)

*** tratto da Nabuc <Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa>

 

 

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prova a pensare

di annamahjong (17/08/2007 - 08:43)

 

 

 

 

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commententare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un'istituzione organizzata cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? è nostra la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse [tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

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memento

di annamahjong (17/08/2007 - 08:26)

Quando leggo un libro, mi piace "segnare" i passaggi interessanti, quelli che mi stimolano alla riflessione, che vale la pena tenere a mente. In questo caso il libro è "Camminando" di Pino Cacucci ...

"Da ogni viaggio sono tornato con il ricordo di qualcuno più che di qualcosa. Ho una conoscenza dei luoghi attraverso i racconti di uomini e donne incontrati lungo il cammino, e con gli occhi della memoria rivedo più facilmente le espressioni dei volti anziché le bellezze di tanti paesaggi. E molti di loro sono diventanti amici con cui non ho perso il contatto, al punto che il motivo di altre p artenze è stato tornare a rivederli per mantenere vive le passioni che ci accomunano: l'insopprimibile bisogno di contrastare il cinismo, l'intolleranza, il sopruso, l'arroganza dei vincitori di sempre. Alcuni hanno combattuto e stanno ancora combattendo con le armi tutto questo, tanti altri lo fanno oggi con la parola scritta, con la musica, con il semplice (ma a volte costosissimo) rifiuto del silenzio. Raccoglierne le testimonianze è un piccolo contributo a non dimenticare che tutti i privilegi di questa fettina di mondo sono ottenuti in cambio di insostenibili ingiustizie imposte agli abitanti di almeno tre qu arti del pianeta. L'oblio è sempre una colpa, perché la mancanza di memoria permette all'orrore di perpetuarsi"

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